ANATOMIA di un INCONTRO
Il potere trasformativo delle relazioni
“L'incontro tra due personalità è come il contatto tra due sostanze chimiche: se c'è una qualche reazione, entrambe ne vengono trasformate.”
- Carl Gustav Jung, Problemi dell’anima moderna.
Tutti, nella vita, dobbiamo ammettere di aver incontrato persone che ci hanno segnato intimamente. Non pensiamo soltanto agli incontri da cui siamo usciti innamorati, a quelli in cui abbiamo trovato il nostro mentore o alle persone che hanno contribuito alla nostra formazione, aiutandoci a crescere. Pensiamo anche a quegli incontri che ci hanno lasciato una traccia indelebilmente amara: i nostri nemici, gli avversari, gli ostacoli che abbiamo dovuto affrontare.
Oggi, chi siamo? Siamo le stesse persone di ieri? E saremo le stesse domani?
Ogni incontro con l'altro costituisce un'esperienza capace di modificarci. Un'esperienza che ci trasforma anche sul piano estetico, attraverso ciò che percepiamo con i nostri organi di senso. Siamo attraversati da molecole e, quando entriamo in contatto con l'altro, con la mente o con il corpo, apriamo i nostri canali percettivi. Le sensazioni che ne derivano risuonano dentro di noi e ci trasformano, a livello conscio e inconscio.
Non si tratta, dunque, soltanto di una modalità soggettiva di vivere l'esperienza, ma anche di una capacità adattiva che si sviluppa necessariamente attraverso l'incontro con l'altro.
Come una reazione chimica, anche la trasformazione richiede condizioni particolari: temperatura, tempo, predisposizione, un contenitore sicuro… Possiamo tradurre tutto questo in termini più tecnici: setting, ascolto, fiducia, tempo di sosta nel silenzio.
Una sorta di alchimia naturale, alla quale, presi dalla frenesia della vita quotidiana, rischiamo di non essere più abituati.
Accogliere i nostri incontri con rinnovata consapevolezza significa riconoscerne il potere trasformativo. Significa concederci la possibilità di cambiare non soltanto nella nostra sostanza più profonda, ma anche nel modo in cui abitiamo il corpo e ci relazioniamo con il mondo. La Gestalt è una disciplina del contatto: il campo dell'esperienza è sempre relazionale e il cambiamento prende forma al confine di contatto tra noi e l'altro, non esclusivamente dentro l'uno o dentro l'altro.
Il potere dell'incontro risiede allora proprio nella possibilità di smettere di guardare l'altro come un oggetto (dei nostri desideri, delle nostre paure, delle nostre ambizioni) e di riconoscerlo come un soggetto: materia viva e pulsante, partecipe di quell'incessante e affascinante processo di trasformazione che è la vita.
La prossima volta che incontri qualcuno, prova a chiederti:
Che cosa di me è cambiato in questo incontro?
