RISVEGLIO Di PRIMAVERA
Se sei, puoi
Che cos’è la felicità?
Spesso la associamo alla Primavera, momento di passaggio, di rinascita e di ritorno alla fertilità del cosmo. E noi? Noi avvertiamo questo cambiamento più di ogni altro periodo dell’anno. Ci sentiamo pronti a dirigerci, fiduciosi, verso un nuovo stato dell’essere, anche se questo passaggio è tutt’altro che indolore, come tutti i veri risvegli della vita.
I Greci pensavano che solo gli dèi vivessero in una condizione di eterna felicità (μακαριότης – makariotes), una beatitudine ultraterrena. Gli esseri umani, invece, condannati alla mortalità e in perenne lotta con la propria sorte, potevano solo sfiorare la felicità per brevi istanti.
Poi vennero Socrate e Platone, che attribuirono all’uomo la possibilità di accedere a una dimensione diversa: la scoperta di una parte interiore, il Daimon, capace di guidarlo alla ricerca di una forma terrena di felicità.
Da qui il termine: Eudaimonia.
La felicità, quindi, non è qualcosa che si possiede, è qualcosa che si costruisce, qualcosa che si scopre. Essere felici significa prendersi cura del proprio Daimon, del proprio “carattere”, della propria “anima”, affinché possa evolvere e diventare migliore. Non è una ricerca esterna, né una meta da rincorrere affannosamente, ma un processo di cura di sé, un viaggio con una direzione.
Non dobbiamo cercare la felicità come primo obiettivo, ma comprendere chi siamo davvero. Le nostre azioni saranno la naturale conseguenza di questa consapevolezza, proprio come lo sbocciare dei fiori in Primavera è la risposta spontanea alla luce del sole e all’allungarsi delle giornate.
“La vita di ogni uomo è una via verso se stesso, il tentativo di una via, l’accenno di un sentiero. Nessun uomo è mai stato interamente se stesso, eppure ognuno cerca di diventarlo, chi sordamente, chi luminosamente, secondo le possibilità.”
— Hermann Hesse
Nel mio lavoro di Gestalt Coach mi capita spesso di parlare di “viaggi”, intesi in senso metaforico. Eppure credo che il più importante, la sfida più profonda e totalizzante, sia proprio questa:
“se sei, puoi”, più che “se vuoi, puoi”.
È un percorso che accompagna tutta la vita. Un cammino che, attraverso il mio lavoro, spero possa mettermi in contatto con persone desiderose di risvegliare i propri sensi, di scoprire il proprio talento e di riconoscere il proprio Daimon.
E allora ti lascio una domanda: Quale sentiero sceglierai di percorrere in questa Primavera?
