BREVE RACCONTO DEGLI OGGETTI INUTILI
quando il superfluo diventa figura
Nel mondo esistono due grandi categorie di persone: chi vuole salvarsi e chi no.
La salvezza può arrivare in mille modi diversi: attraverso la musica, i ricordi, un piatto di cibo...
Ma io credo che chi desidera davvero salvarsi debba mettersi in viaggio, partire.
Purtroppo, però, siamo incapaci di fare i bagagli. Siamo padroni della nostra valigia, ma non del tutto: un po’ come quando da piccoli era la mamma a prepararla per noi. Lo spazio è limitato e dentro vi finiscono un sacco di oggetti che non abbiamo scelto consapevolmente, oppure che abbiamo nascosto in un angolino per poi dimenticarcene.
Molti di questi oggetti sono totalmente inutili per il viaggio, come se qualcuno volesse partire per il Polo Nord portandosi dietro una busta di ghiaccio. Altri sono strani, unici, bizzarri e ingombranti.
Un signore, per esempio, aveva una scimmia nel suo bagaglio: si mangiava tutte le sue caramelle e, quando lui ne aveva voglia, non ne trovava mai.
Una signora, invece, custodiva una grande coperta che mutava forma, colore e materiale, era enorme, ingombrante e scomoda… ma restava sempre la sua coperta.
C’è poi chi porta con sé un oggetto appuntito: un chiodo, una lama, un cacciavite che si muove e rimbalza continuamente dentro il bagaglio, graffiando tutto il resto.
Il mio oggetto inutile, invece, è un sonaglio: uno di quei giochini da bambini, con il manico e le campanelline. Ogni volta che appoggio la mia valigia o cerco di sistemarla, risuona. Vorrei davvero capire dov’è nascosto, ma purtroppo si è perso in qualche angolo segreto.
Alla fine, ognuno di noi si sente vivo a modo suo. E finché avrà voglia di salvarsi, continuerà a viaggiare, a fare spazio nel proprio bagaglio, cercando di sistemare al meglio tutti questi oggetti inutili che ci portiamo dentro.

