L'ANNO DEL CAVALLO DI FUOCO
Chi può sapere se è una fortuna?
[ Illustrazione: Bruno Schulz - Study for ex libris for Stanislaw Weingarten - 1920 ]
“Il vecchio della frontiera ha perso il cavallo: come è possibile sapere che non sia una fortuna?”
“塞翁失马, 焉知非福 – Sàiwēng shī mǎ, yān zhī fēi fú”
“Ciò che sembra una sfortuna potrebbe in realtà rivelarsi una benedizione.”
- Proverbio cinese -
Un vecchio contadino, dedito al taoismo, viveva vicino alla frontiera del nord. Possedeva un cavallo che un giorno fuggì oltre il confine, verso le terre abitate dai barbari. I vicini, appresa la notizia, andarono a fargli visita per consolarlo, ma il vecchio non appariva affatto preoccupato; anzi, disse: «Chi può sapere che non sia una fortuna?».
Dopo qualche mese il cavallo ritornò, portando con sé un secondo cavallo di razza. I vicini si recarono nuovamente dal vecchio, questa volta per congratularsi della sua fortuna. Egli, però, rispose che non era affatto certo che quella fosse davvero una buona cosa.
Fu profetico: un giorno suo figlio, mentre cavalcava il nuovo cavallo, cadde e si ruppe una gamba. I vicini accorsero ancora una volta, ma trovarono il vecchio per nulla turbato; al contrario, era convinto che anche quella sventura potesse non essere del tutto negativa.
Poco tempo dopo, infatti, i barbari attraversarono la frontiera e invasero il villaggio. Tutti i giovani furono chiamati a combattere e finirono sterminati.
L’unico a scampare a quella sorte fu il figlio del vecchio, poiché ancora convalescente.
Fu allora che tutti i vicini si convinsero della saggezza della filosofia del vecchio.
Secondo la tradizione orientale, il 2026 sarà l'Anno del Cavallo di Fuoco.
Questo anno astrologico, che in base al calendario cinese inizierà a febbraio, promette di essere un uragano di energia e cambiamento, con grandi rivoluzioni sia dal punto di vista sociale che tecnologico.
Il Cavallo, amante dello spazio aperto, della libertà e del movimento, sarà dunque lo spirito guida che, unito all’elemento Fuoco, avrà uno straordinario impatto sul mondo in cui viviamo.
Ma siamo sicuri che sia davvero una fortuna?
Le inesauribili energie dell’universo si manifestano nell’animo umano attraverso l’interpretazione e il mito. Ciò che il proverbio cinese ci suggerisce è che siamo noi gli artefici del mito stesso. Siamo noi, con i nostri pensieri, a influenzare negativamente o positivamente la realtà che ci circonda, a plasmarla.
Spesso carichiamo ogni evento di troppe aspettative: pensiamo solo al risultato, dimenticando il processo, il lavoro che c’è dietro. È proprio il non giudizio sulla realtà, il restare nel flusso dell’esperienza, che ci permette di viverla pienamente, senza proiezioni su ciò che accadrà.
Ma come possiamo stabilire se ciò che ci accade è positivo o negativo per noi, mentre lo stiamo vivendo nel presente?
