Tommaso Benvenuti - Coach dell'EroE

L'INCHIOSTRO e la CARTA

Scrivere come Viaggio senza approdi

L'INCHIOSTRO e la CARTA

La scrittura è un viaggio senza approdi.
Fissare un pensiero mediante le parole non può rispecchiare il suo progredire in perpetuo movimento.
Di fronte all'immensità del nostro non sapere, ogni formulazione è necessariamente provvisoria, tanto la realtà vivente rimane un enigma non appena tentiamo di comprenderne la natura profonda.
L'ipotesi sarà sempre la sola definizione possibile della nostra certezza.”


Questa frase, che si trova all'inizio della biografia di Yves Lebreton, mi ha sempre ispirato e dato coraggio per non scoraggiarmi…

Nel mese di Dicembre mi ritrovo, più che mai, coinvolto nel lavoro di scrittura. A volte per motivi professionali, a volte per piacere e, da quest’anno, anche per motivi di “prospettiva”.


Nella Gestalt si fa riferimento al “Ciclo di Contatto”, ovvero, sintetizzando: il cosa sento, ciò che mi spinge all’esperienza; il cosa voglio, il mio desiderio o scopo implicito; il cosa faccio, la mia scelta e azione per soddisfare tale bisogno. Ed infine c’è il cosa sento dopo averlo fatto, che esprime la mia sensazione successiva all’azione. In tal senso scrivere è un contatto con la materia che conduce alla nostra realtà, al nostro bisogno, e ci permette di incontrare tutti quegli aspetti che derivano dall’incertezza che proviamo nell’esporre i nostri pensieri e le nostre visioni.


Di fronte al foglio bianco procediamo come un esploratore che si apre, a colpi di “penna”, un passaggio attraverso il fogliame della foresta dei “vorrei ma non posso”. Fino a scoprire un mondo che non conoscevamo: una società intatta, che sia intima o epica, contemporanea o storica, concreta o fantastica; una zona dove l’ordinario diventa straordinario.


Dal momento dell’ispirazione, ovvero il cosa sento, fino al Contatto Pieno, cioè il cosa faccio, una volta all’interno di questo mondo, ritroviamo noi stessi. Scriviamo per mettere alla prova noi stessi, per immedesimarci in un nuovo essere umano che dapprima appare lontano da noi e che tuttavia, nel suo incedere, è come noi. Vogliamo conoscere la vita, non avere certezze; usare la mente in modo nuovo e stimolare le nostre emozioni.


Da questo punto di vista, scrivere conduce a dare un senso alla mancanza. E poi? Cosa sentiremo dopo averlo fatto?

Pubblicato il 6 dicembre 2025