Tommaso Benvenuti - Coach dell'EroE

OCCUPARE SPAZIO

Essere le propria stella

OCCUPARE SPAZIO

[immagine: scena tratta dal Re Lear di Giorgio Strehler, 1972]



Ecco la sublime stoltezza del mondo: quando la nostra fortuna si ammala, noi diamo la colpa delle nostre sciagure al sole, alla luna e alle stelle; come se fossimo scellerati per necessità, stolti per impulso celeste; furfanti, ladri e traditori per la predominazione delle sfere; ebbri, bugiardi e adulteri per una forzata obbedienza all’influsso dei pianeti; e tutto ciò in cui siamo perversi, per effetto di una spinta divina.
Bella scappatoia da puttaniere, questa, di affibbiare a una stella la colpa della propria lascivia!”

William Shakespeare - Re Lear (atto I, scena II)



Prendo a pretesto le parole del personaggio di Edmund, noto per la sua astuzia e malvagità, per una breve riflessione: avete notato che non si riesce mai a sfuggire da nulla?

Quando le cose non funzionano più, tendiamo a distaccarcene, cullandoci nel pensiero romantico che i motivi dei nostri guai siano risolvibili trovando altro : un nuovo lavoro, un nuovo amore, una nuova città, qualcuno che si prenda cura delle nostre “cose”…


Ho sempre considerato Shakespeare un mio contemporaneo e, pur non essendo Re Lear una delle mie tragedie preferite, vi leggo come, oltre a Edmund il bastardo, i veri antagonisti di se stessi siano proprio Gloucester (suo padre naturale) e Lear.
Nella trama, i loro drammi raggiungono l’apice non solo a causa degli intrighi orditi, ma come conseguenza dei loro stessi schemi di valutazione, delle loro credenze e comportamenti.


È comodo trovare pecche, lamentarsi, convincersi che serva un cambiamento radicale, fino ad arrivare a rimproverare se stessi e, da lì, prendere la “fuga” definitiva.
E allora aggiungo, alla riflessione di prima, un’altra domanda, valida per ogni stagione della vita e che ci riporta al senso della nostra unicità: “io, quale spazio occupo nel mondo?”


L’uomo è la propria stella; e l’anima che può foggiare un onesto e perfetto uomo comanda ogni luce, ogni influsso, ogni fato; nulla per lui accade o presto o troppo tardi. I nostri atti sono i nostri angeli, buoni o cattivi, le fatali ombre che ci camminano accanto in silenzio.”

R.W. Emerson - Fiducia in se stessi


Pubblicato il 16 ottobre 2025