Il Vecchio Saggio della Montagna
Scalare se stessi
“Quando dimoriamo con le montagne, le vediamo faccia a faccia, ogni giorno, e ci sembrano creature con una specie di vita – amici soggetti agli umori, ora chiacchieroni ora taciturni, con i quali conversiamo come da uomo ad uomo. Esse indossano molte vesti spirituali, a volte un'aureola, qualcosa di simile alla gloria che i vecchi pittori mettevano intorno alle teste dei santi.”
- John Muir
Nei racconti popolari, nelle fiabe e nelle leggende è ricorrente la figura del Vecchio Saggio: la guida spirituale, il profeta, colui che fornisce all'Eroe l'oggetto magico in grado di diradare le tenebre e sconfiggere il male.
Il più delle volte, in queste storie, il Vecchio Saggio vive sulle montagne, in una grotta o in un eremo, isolato ma confortato dalla propria saggezza, e da lì osserva il mondo con uno sguardo diverso, precluso ai comuni mortali... o almeno ce lo immaginiamo così.
Le montagne sono dunque il luogo dove abita la saggezza. Ma vi sono montagne scoscese e brulle e montagne con sentieri ricoperti da fitti boschi, montagne arse dal sole e montagne innevate, montagne esteriori e montagne interiori. Quale scegliere? Quale sarà la dimora del Vecchio Saggio?
L'Eroe moderno ha bisogno della propria montagna e ne va in cerca, finché non arriva il momento in cui è sufficientemente motivato e preparato ad affrontare la via che lo conduce dalla base fino alla cima, dove dimora il Vecchio Saggio. Le difficoltà che incontrerà lungo l'impresa rappresenteranno le sfide necessarie per stimolarlo e migliorare se stesso.
In definitiva siamo noi stessi la Montagna. La scalata è una possente metafora della ricerca nella vita stessa, del percorso di trasformazione e comprensione spirituale che ci porterà a dialogare con la nostra parte più intima e più saggia. Ma per noi, che siamo Eroi moderni, affrontare la montagna non è un'impresa da prendere con leggerezza. Innanzitutto bisogna familiarizzare con il terreno alla base, poi affrontare il cammino e infine, eventualmente, la cima.
Ma siamo davvero sicuri che l'impresa sia compiuta? Ad ogni salita corrisponde una discesa, un percorso inverso e altrettanto ricco di difficoltà, in cui dovremo tornare alla base per allontanarci e vedere di nuovo il profilo della montagna da lontano.
“Berg Heil!”
